
Quarant’anni di storia nel segno del ficodindia, frutto diventato paesaggio, lavoro e simbolo collettivo. Dal 2 al 4 ottobre 2026, San Cono celebrerà la quarantesima edizione della sua Sagra con tre giornate dedicate all’agricoltura, alla cucina, alle tradizioni popolari e alle prospettive economiche della filiera.
Piazza Gramsci e il centro cittadino ospiteranno degustazioni, spettacoli, visite guidate, attività per bambini e momenti di confronto tra produttori, tecnici, chef, giornalisti enogastronomici, imprese e istituti alberghieri. Un programma che affiancherà alla dimensione popolare della festa una riflessione sul futuro del Ficodindia di San Cono DOP.
L’edizione del quarantennale è stata presentata nella Sala Rossa “Pio La Torre” di Palazzo dei Normanni, sede dell’Assemblea regionale siciliana.
Un frutto che ha ridisegnato il territorio
Il legame tra San Cono e il ficodindia emerge innanzitutto dai numeri. Dei circa 650 ettari sui quali si estende il territorio comunale, 150 sono occupati dalle coltivazioni: oltre il 23 per cento della superficie complessiva. Quasi un ettaro su quattro, dunque, è segnato dalla presenza delle piante che hanno trasformato il paesaggio e sostenuto per generazioni l’economia locale.
San Cono rivendica il primato europeo nella produzione del frutto e rappresenta il cuore identitario, produttivo e commerciale di un comprensorio che include anche Piazza Armerina, Mazzarino e San Michele di Ganzaria. L’area raggiunge complessivamente circa 2.500 ettari coltivati e, secondo i dati forniti dal comparto, una produzione annuale stimata in 400 mila quintali.
Nel territorio operano realtà produttive organizzate come OP Opuntia, che riunisce 35 produttori, 26 aziende e quattro organismi associativi. I soci destinano circa 300 ettari alla coltivazione specializzata, con una capacità produttiva annuale superiore alle 5 mila tonnellate.
Le principali cultivar sono la surfarina, dalla polpa gialla, la sanguigna, di colore rosso, e la muscaredda, dalla polpa bianca. Alla raccolta degli “agostani”, maturati naturalmente alla fine dell’estate, segue quella dei “bastardoni”, ottenuti mediante la tradizionale tecnica della scozzolatura, che consente una maturazione più tardiva.
«San Cono vanta un primato storico nella produzione e nella commercializzazione del ficodindia e la quarantesima Sagra deve essere all’altezza di questa identità – afferma il sindaco Cono Calaciura –. Parliamo di una coltura che caratterizza il nostro paesaggio, genera economia e lavoro e rappresenta un patrimonio che vogliamo promuovere sempre di più sui mercati nazionali ed europei».
Dalla tradizione all’alta cucina
L’obiettivo dell’edizione 2026 è ampliare la visibilità nazionale della manifestazione, trasformando il paese in un punto d’incontro tra mondo agricolo, ristorazione, formazione e mercato.
«In questi anni abbiamo lavorato per dare alla Sagra un’identità nuova – sottolinea l’assessore comunale all’Agricoltura, Emilio Grassenio –. Il ficodindia resta il protagonista assoluto, ma attorno al prodotto abbiamo costruito un format che coinvolge chef, giornalisti enogastronomici, imprese, istituti alberghieri e operatori della filiera. Vogliamo che San Cono diventi un luogo d’incontro tra produzione agricola, alta cucina, innovazione e mercato, con un respiro sempre più nazionale e internazionale».
Tra gli appuntamenti più attesi figura “Spine di Gusto – Young Chef Contest”, in programma sabato 3 ottobre alle ore 11 in piazza Gramsci. La competizione, curata da Cronache di Gusto, vedrà quattro giovani cuochi siciliani confrontarsi nella preparazione di piatti nei quali il Ficodindia di San Cono dovrà diventare ingrediente, ispirazione e racconto del territorio.
A presiedere la giuria sarà Ciccio Sultano, chef del ristorante Duomo di Ragusa Ibla, due stelle Michelin. Con lui valuteranno le preparazioni Alberto Lupini, direttore di Italia a Tavola, e Angela Petroccione di Luciano Pignataro Wine Blog. La conduzione sarà affidata a Giada Giaquinta di Cronache di Gusto.
Il piatto vincitore tornerà protagonista domenica 4 ottobre: dalle 19 alle 21, nell’Area Food, sarà riproposto dagli studenti dell’Istituto professionale alberghiero “Cucuzza-Euclide” e offerto in degustazione al pubblico.
La Fico Food Experience proporrà inoltre piatti gourmet, carni alla brace, focacce, dolci e birre artigianali, tutti accomunati dall’impiego del ficodindia.
L’apertura con l’annullo filatelico
La Sagra prenderà il via venerdì 2 ottobre alle ore 17.30 con l’annullo filatelico speciale di Poste Italiane, realizzato per celebrare il quarantennale. Alle 18.30 sono previsti il taglio del nastro e la cerimonia inaugurale.
La serata proseguirà con le degustazioni dei sapori della tradizione, la preparazione della mostarda e il taglio della torta celebrativa. A seguire, il IV Festival Internazionale del Ficodindia e “San Cono INN”, appuntamento dedicato a musica, moda e spettacolo.
Sabato il programma comprenderà anche mostre, visite guidate, carretti siciliani, folklore, iniziative per i bambini e una biciclettata tra le campagne di San Cono. Alle ore 21 saliranno sul palco Jad DJ e Wlady – From Articolo 31.
DOP, resilienza e prospettive della filiera
Domenica 4 ottobre la festa continuerà con show cooking, degustazioni, musica e tradizioni popolari. Alle ore 18, nell’Aula consiliare, l’incontro “La filiera del Ficodindia di San Cono: DOP, resilienza e prospettive di sviluppo” riunirà tecnici, organismi di certificazione e operatori del comparto.
Il confronto sarà dedicato alle sfide produttive e commerciali, alla tutela della denominazione, alla capacità delle coltivazioni di affrontare i cambiamenti climatici e alle strategie necessarie per consolidare la presenza del prodotto sui mercati.
La quarantesima edizione si concluderà domenica sera, alle ore 21, con il concerto dei Cugini di Campagna in piazza Gramsci.
Dopo quattro decenni, la Sagra continua così a raccontare San Cono attraverso il suo prodotto più rappresentativo, mettendo insieme memoria agricola e innovazione. Una festa nata dalla terra che oggi guarda al futuro della filiera senza perdere il legame con le proprie radici.










