
Il Medioevo torna a vivere tra le strade di Motta Sant’Anastasia, ma quest’anno accanto a vessilli, costumi, sbandieratori e rievocazioni c’è un racconto nuovo: quello dei prodotti della terra e delle eccellenze agroalimentari locali.
Ha preso il via ieri, con l’anteprima ospitata al Castello Normanno, il percorso della XXIX edizione delle Feste Medievali, mentre da oggi, 7 agosto, entra nel vivo il programma della rievocazione che proseguirà fino a domenica 9 agosto. Una formula più contenuta rispetto agli anni precedenti, condizionata anche dalle conseguenze della frana che ha interessato Motta Sant’Anastasia, ma che conserva intatto il suo obiettivo principale: custodire una delle tradizioni più sentite dalla comunità.
Protagonisti, come sempre, i tre storici rioni Giovani Maestri, Vecchia Matrice e Panzera, anima della manifestazione e custodi di una storia che ogni estate trasforma il centro storico in uno scenario medievale. I tre rioni sono indicati anche dal comune quali promotori della ventinovesima edizione, patrocinata dall’Amministrazione comunale.
«Quest’anno – sottolinea il sindaco Antonio Bellia – abbiamo dovuto scegliere una formula necessariamente più contenuta a causa della frana che ha interessato il nostro territorio. Abbiamo però voluto fortemente mantenere vivo questo appuntamento, nel rispetto di una tradizione che appartiene profondamente all’identità di Motta Sant’Anastasia e grazie allo straordinario lavoro dei nostri rioni. Le Feste Medievali rappresentano non soltanto un momento di rievocazione e di partecipazione, ma anche una straordinaria vetrina attraverso la quale raccontare ciò che il nostro territorio è capace di esprimere, a partire dalle sue eccellenze agroalimentari. Un ringraziamento particolare va all’assessore regionale all’Agricoltura Luca Sammartino, per l’attenzione e la sensibilità dimostrate verso la valorizzazione delle nostre produzioni e di un comparto che può rappresentare una concreta opportunità di sviluppo per i territori. Vogliamo unire tradizione e futuro, trasformando la nostra identità in una risorsa capace di creare nuove occasioni di crescita».
Non soltanto Medioevo: Motta riscopre i suoi sapori
Ed è proprio qui che si inserisce una delle novità più interessanti dell’edizione 2026: affiancare alla rievocazione storica una riflessione sulla valorizzazione delle produzioni enogastronomiche locali, trasformando una manifestazione capace di richiamare visitatori anche in una vetrina per le imprese del territorio.
Tra i prodotti di punta emerge soprattutto l’olio extravergine di oliva, espressione di una vocazione agricola che a Motta Sant’Anastasia ha radici profonde.
Una delle realtà rappresentative è Tenuta Vasadonna di Salvatore Scuderi, azienda che sorge alle pendici dell’Etna sulle terre dell’antico Feudo Moncada. La tenuta si estende per circa 15 ettari, conta 3.200 ulivi e produce annualmente circa 5mila litri di olio extravergine di oliva biologico. Una produzione che lega territorio, biodiversità e ricerca della qualità, vincitrice di prestigiosi premi in America e miglior olio Igp d'Italia secondo il Gambero Rosso.
L’olio diventa così non soltanto un prodotto da degustare, ma un possibile ambasciatore di Motta fuori dai confini locali: identità agricola che può trasformarsi in valore economico.
Dal Castello parte la sfida: portare le eccellenze locali sui mercati
Proprio a questo tema è stato dedicato l’incontro “Dalle eccellenze locali ai mercati internazionali”, promosso dal Comune nella cornice del Castello Normanno.
Un luogo simbolico della storia di Motta scelto per guardare, questa volta, al futuro.
Al centro del confronto una domanda precisa: come trasformare la qualità delle produzioni locali in vere opportunità di crescita e di mercato?
Ad aprire l’incontro il sindaco Antonio Bellia e l’assessore al Turismo e Spettacolo Ivan Pellegrino. Al tavolo anche Riccardo Randello di Slow Food Catania ed Claudia Truglio di L.P. Distribuzione e il produttore di olio, Salvo Scuderi, chiamati ad affrontare il tema da due prospettive complementari: da un lato identità, biodiversità, tutela delle produzioni e cultura del cibo; dall’altro mercato, distribuzione, canale Ho.Re.Ca. e possibilità di crescita commerciale.
Perché produrre bene oggi non basta più. Occorre sapere raccontare il prodotto, costruire un’identità riconoscibile, garantire continuità, migliorare packaging e comunicazione, creare reti tra imprese e soprattutto riuscire ad arrivare ai buyer.
Il passaggio dai mercati locali a quelli nazionali e internazionali rappresenta infatti una delle sfide decisive per tante piccole aziende siciliane che producono qualità, ma spesso faticano a raggiungere circuiti distributivi più strutturati.
Tradizione e sviluppo, la nuova sfida delle Feste Medievali
La scelta dell’Amministrazione è dunque quella di ampliare il significato delle Feste Medievali. Non soltanto rievocazione del passato, ma strumento di promozione del territorio nel suo insieme.
«Una grande manifestazione – evidenzia l’assessore Ivan Pellegrino – può diventare una straordinaria vetrina per raccontare non soltanto la nostra storia, ma anche i prodotti, le aziende e le persone che rappresentano Motta Sant’Anastasia oggi».
E proprio questa sembra essere la direzione indicata dalla ventinovesima edizione.
Da una parte Giovani Maestri, Vecchia Matrice e Panzera, con il patrimonio di storia, costumi e tradizioni costruito e tramandato negli anni. Dall’altra un territorio che prova a guardare oltre i propri confini attraverso le sue produzioni agricole e agroalimentari.
In mezzo c’è Motta Sant’Anastasia, con il suo Castello Normanno a fare ancora una volta da punto di incontro tra passato e futuro.
Perché conservare una tradizione non significa soltanto ricordare ciò che siamo stati. Significa riuscire a trasformare storia, identità, prodotti e territorio in un’opportunità per ciò che possiamo diventare.











