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Oltre duemila presenze, 63 aziende vitivinicole, più di 7 mila bottiglie stappate, quattro masterclass sold out e la nascita della Rete delle Bollicine Siciliane.
Si chiude con numeri da record la dodicesima edizione di "Sicilia in Bolle", il festival dedicato agli spumanti organizzato da AIS Sicilia, che per tre giorni ha trasformato il territorio compreso tra la Valle dei Templi di Agrigento e la Scala dei Turchi di Realmonte in una vetrina delle migliori produzioni spumantistiche dell'Isola.
L'edizione 2026 ha confermato la crescita di una manifestazione ormai punto di riferimento per operatori del settore, sommelier, produttori e appassionati provenienti da tutta la Sicilia e da numerose regioni italiane.
Un appuntamento che ha saputo coniugare formazione, degustazioni, confronto tecnico e promozione del territorio, rafforzando il ruolo delle bollicine siciliane all'interno del panorama enologico nazionale.
Tra i momenti più significativi della manifestazione il convegno "Bollicine Siciliane. Dall'eccellenza enologica all'esperienza di un territorio", promosso dall'IRVO in collaborazione con AIS Sicilia, durante il quale è stato presentato il Manifesto della Rete delle Bollicine Siciliane, un percorso condiviso che punta a mettere in rete produttori, istituzioni e consorzi per trasformare lo spumante in uno dei principali strumenti di promozione del territorio e dell'enoturismo regionale.
L'obiettivo è costruire un sistema capace di valorizzare non soltanto il vino, ma l'intero patrimonio siciliano fatto di paesaggi, vitigni autoctoni, siti archeologici, borghi storici, aree naturalistiche ed eccellenze gastronomiche.
«Le bollicine siciliane hanno ormai conquistato una propria identità – sottolinea la commissaria dell'IRVO, Giusi Mistretta –. Sono il risultato della qualità del nostro territorio e della capacità dei produttori di investire in innovazione e sostenibilità. È arrivato il momento di promuovere questa realtà attraverso una strategia condivisa che rafforzi l'immagine delle produzioni spumantistiche siciliane».
La dichiarazione d'intenti presentata durante il convegno rappresenta il primo passo verso la costituzione della Rete delle Bollicine Siciliane, un progetto che punta a creare un'offerta enoturistica coordinata e riconoscibile.
«Il Manifesto rappresenta un esempio concreto di collaborazione tra istituzioni e produttori – evidenzia il presidente di AIS Sicilia, Francesco Baldacchino –. Mettere in rete competenze, identità e progettualità significa costruire una visione comune per il futuro del vino siciliano, valorizzando uno straordinario patrimonio enologico e culturale».
Tra le novità dell'edizione 2026 anche il gemellaggio con l'Emilia-Romagna, protagonista di un confronto tra territori attraverso degustazioni e approfondimenti dedicati alle eccellenze agroalimentari italiane. Grande partecipazione per le masterclass dedicate al Lambrusco, all'Aceto Balsamico Tradizionale di Modena e al Parmigiano Reggiano, così come per gli incontri dedicati agli spumanti da Catarratto condotti dall'enologo Tonino Guzzo e al confronto tra le bollicine siciliane ed emiliano-romagnole.
Molto apprezzato anche il programma di degustazioni tecniche e visite in cantina, tra cui quella organizzata presso Tenute Marino insieme all'associazione ARCA – Associazione Regionale Catarratto Autentico, il Gala Dinner ospitato a Casa Diodoros, nel cuore della Valle dei Templi, e la cerimonia di premiazione del Premio Alberto Gino Grillo, il concorso enologico che ha visto oltre 70 degustatori, tra sommelier AIS, giornalisti e ristoratori, valutare le migliori etichette di spumanti siciliani nelle categorie innovazione, abbinamento gastronomico e piacevolezza.
A rendere ancora più prestigiosa la manifestazione è stata la presenza di numerosi ospiti istituzionali e del mondo AIS, tra cui Luca Manfredi, presidente di AIS Emilia-Romagna, Angela Di Lello, presidente di AIS Abruzzo, e il relatore AIS Luca Giordana.
A completare il percorso dedicato ai sapori d'Italia, i Consorzi di tutela dell'Emilia-Romagna hanno proposto un itinerario gastronomico che ha visto protagonisti il Consorzio Tutela Lambrusco, il Consorzio del Parmigiano Reggiano, il Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena IGP, il Consorzio della Piadina Romagnola IGP, il Consorzio Italiano Tutela Mortadella Bologna e il Consorzio Salumi DOP Piacentini, offrendo un dialogo tra alcune delle più importanti eccellenze agroalimentari italiane e le bollicine siciliane.
Con i numeri registrati e i nuovi progetti avviati, Sicilia in Bolle conferma il proprio ruolo di appuntamento strategico per la promozione della spumantistica dell'Isola e per la costruzione di un modello di enoturismo sempre più integrato, capace di raccontare la Sicilia attraverso il vino, il paesaggio e la sua identità.










