Monte Gorna è uno di quei luoghi capaci di raccontare da soli l’anima dell’Etna. Un balcone naturale sospeso tra il vulcano e il mare, dove i vigneti disegnano il paesaggio e lo sguardo si perde tra filari, boschi e orizzonti infiniti.
È qui, nel cuore vitivinicolo delle Tenute Nicosia, che domenica si è svolta una delle edizioni più partecipate e suggestive di Cantine Aperte 2026, trasformando questo straordinario angolo di Sicilia in un luogo di incontro, scoperta e condivisione.
Fin dalle prime ore del mattino centinaia di appassionati, famiglie, turisti e wine lovers hanno raggiunto la storica azienda etnea per vivere una giornata all’insegna del vino, della sostenibilità e della convivialità. Una vera immersione nella natura che ha regalato ai partecipanti i primi autentici scorci d’estate.
Passeggiare tra i filari di Monte Gorna, affacciati su uno dei panorami più emozionanti dell’Etna, significava concedersi una pausa dal ritmo quotidiano. Lo sguardo si perdeva tra le vigne, il verde e il mare, mentre una leggera brezza accompagnava i visitatori lungo i percorsi della tenuta. Un’atmosfera che trasmetteva serenità, libertà e quel senso di armonia che soltanto il contatto con la natura riesce a regalare.
La giornata si è aperta con il workshop “Storie di (stra)ordinaria Sostenibilità”, appuntamento inserito nel Festival Nazionale dello Sviluppo Sostenibile promosso da ASviS. Un confronto che ha messo al centro il rapporto tra agricoltura, innovazione, economia circolare e tutela del territorio.
Tra gli interventi più apprezzati quello della professoressa Agata Matarazzo del Dipartimento di Economia e Impresa dell’Università di Catania, che ha approfondito il ruolo della sostenibilità come leva strategica per il futuro delle imprese e delle comunità. Insieme a ricercatori, studiosi ed esperti del settore vitivinicolo, il dibattito ha evidenziato come il rispetto dell’ambiente e la valorizzazione delle produzioni locali rappresentino oggi una delle principali sfide per il comparto agroalimentare.
A seguire, la teoria ha lasciato spazio all’esperienza diretta attraverso la degustazione guidata dei vini biologici di Tenute Nicosia, condotta dai maestri assaggiatori di ONAV Catania, con il consigliere nazionale delegato di Catania, Danilo Trapanotto.
Un percorso sensoriale che ha raccontato l’anima più autentica dei territori dell’Etna, di Vittoria e di Noto, dimostrando come la sostenibilità possa tradursi in qualità, identità e rispetto delle caratteristiche del terroir.
Durante tutta la giornata i visitatori hanno potuto partecipare alle visite guidate in cantina, scoprendo i segreti della vinificazione e dell’affinamento dei vini etnei, e raggiungere i vigneti di Monte Gorna grazie al servizio navetta che collegava la tenuta all’antico palmento, preziosa testimonianza della tradizione vitivinicola siciliana.
Grande successo anche per la masterclass dedicata agli Spumanti dell’Etna, guidata da Francesco Chittari, presidente dell’Associazione Spumanti dell’Etna insieme ai produttore Seby Costanzo e Nicola Gumina.
Un approfondimento che ha accompagnato il pubblico alla scoperta delle bollicine del vulcano e del crescente successo del Metodo Classico etneo. Protagonista assoluto il Nerello Mascalese, vitigno simbolo dell’Etna, capace di esprimere eleganza, freschezza e straordinaria complessità anche nella versione spumante.
Accanto ai momenti di approfondimento enologico non è mancata la dimensione più autenticamente conviviale dell’evento. Molti partecipanti hanno scelto di vivere la giornata attraverso il Picnic Box immersi nel verde dei vigneti, lasciandosi avvolgere dalla tranquillità del paesaggio.
Altri hanno preferito accomodarsi all’Osteria di Tenute Nicosia per il pranzo “Slow” firmato dallo chef Salvo Baudo, realizzato in collaborazione con Slow Food Catania e i produttori dei Presìdi del territorio.
Una pausa vissuta nel segno della lentezza e della condivisione, in perfetta sintonia con lo spirito della manifestazione. Nessuna fretta, nessuna formalità. Solo il piacere di stare insieme, assaporare il territorio e lasciarsi trasportare da quel senso di libertà e spensieratezza che accompagna le giornate più belle.
Nel pomeriggio, tra i filari illuminati dalla luce dorata dell’Etna, è andato in scena uno degli appuntamenti più originali dell’intera manifestazione: il laboratorio sensoriale “Manhattan di Woody Allen: Cinema e Vini d’Essai”, ideato e condotto da Santi Natola, responsabile enoturismo e brand ambassador di Tenute Nicosia.
Non una semplice degustazione, ma un vero viaggio narrativo attraverso uno dei capolavori del cinema contemporaneo. Al centro dell’esperienza il film “Manhattan”, pellicola del 1979 che racconta l’amore, le fragilità umane, le contraddizioni e i desideri dei suoi protagonisti sullo sfondo di una New York romantica e malinconica.
Natola ha costruito un percorso in cui ciascuno dei cinque personaggi principali del film veniva raccontato attraverso un vino capace di incarnarne il carattere e le emozioni: Isaac Davis, interpretato da Woody Allen, intellettuale brillante ma tormentato, Mary Wilke, la sofisticata e imprevedibile protagonista interpretata da Diane Keaton, Tracy, la giovane e sincera ragazza interpretata da Mariel Hemingway, veniva associata a un vino delicato, luminoso e sorprendentemente autentico. Per poi concluidere con Yale Pollack, diviso tra razionalità e sentimenti ed Emily, figura forte e indipendente.
Tra vini dell’Etna, etichette francesi e selezioni provenienti da territori differenti, il pubblico è stato accompagnato in una riflessione sull’amore, sul tempo, sulle relazioni e sul significato stesso della felicità. Un’idea originale che ha dimostrato come il vino possa diventare linguaggio culturale e strumento di racconto delle emozioni.
Poi è arrivato il tramonto.
Il sole ha iniziato lentamente a calare dietro le vigne di Monte Gorna, tingendo il paesaggio di sfumature dorate e arancioni. Le note della musica hanno accompagnato gli ultimi brindisi, mentre tra sorrisi, balli spontanei e calici sollevati verso il cielo, la giornata ha trovato il suo epilogo più autentico.
È stato il momento in cui Cantine Aperte ha mostrato la propria vera essenza: non soltanto un evento dedicato al vino, ma una celebrazione della bellezza, della condivisione e del piacere di stare insieme.
Con il sole che scompariva dietro l’orizzonte e l’Etna che vegliava silenzioso sui vigneti, produttori, ospiti e appassionati si sono dati appuntamento al prossimo anno, con la certezza che la magia di Monte Gorna continuerà ancora una volta a raccontare il territorio attraverso il vino, la natura e le emozioni.











