
Pantelleria non racconta più soltanto la propria straordinaria bellezza paesaggistica. L’isola sceglie oggi di trasformare la sua identità in un progetto culturale e strategico, capace di intrecciare memoria, tutela del territorio e visione di sviluppo sostenibile. È dentro questa prospettiva che ha preso vita la prima edizione di “Genius Loci dell’Elaio-Enogastronomia di Pantelleria”, con una riflessione contemporanea sul valore identitario del cibo mediterraneo, nel contesto della candidatura della Cucina Italiana a patrimonio immateriale UNESCO.
“Il gusto come identità, il vento come spirito, la terra come memoria” non rappresenta soltanto il sottotitolo della manifestazione, ma sintetizza una vera e propria visione culturale. Pantelleria, infatti, custodisce ancora oggi un rapporto autentico e profondo tra ambiente, tradizioni agricole e cultura materiale. Un equilibrio fragile e prezioso, modellato nei secoli dalla necessità di adattarsi a una terra vulcanica, aspra e battuta dal vento, sospesa geograficamente e culturalmente tra Sicilia e Africa.
L’iniziativa nasce dalla sinergia tra l’Assessorato regionale all’Agricoltura, il Comune di Pantelleria, il Parco Nazionale Isola di Pantelleria, la Pro Loco locale e Idimed – Rete Nazionale Borghi Genius Loci De.Co. –, soggetti che hanno deciso di leggere il patrimonio enogastronomico dell’isola non come semplice attrazione turistica, ma come autentica infrastruttura culturale del territorio.
Cuore della giornata l’audizione pubblica per il riconoscimento della Denominazione Comunale, al Qalea Hotel di Suvaki. Un momento simbolico e istituzionale che ha sesgnato l’avvio del percorso per il riconoscimento di Pantelleria come Borgo Genius Loci De.Co., inserendola ufficialmente nella Rete Nazionale dei Borghi Genius Loci De.Co. e aprendo una nuova fase nella valorizzazione identitaria dell’isola.
L’amministrazione guidata dal sindaco Fabrizio D’Ancona ha puntato infatti a costruire uno strumento capace di tutelare non soltanto le produzioni agricole e i paesaggi storici, ma soprattutto quel patrimonio immateriale fatto di saperi, tradizioni, pratiche comunitarie e memoria collettiva. In questa visione, la De.Co. supera il semplice valore celebrativo di un marchio territoriale per diventare un dispositivo culturale e strategico al servizio della comunità.
Il modello promosso dalla Rete Nazionale dei Borghi Genius Loci introduce inoltre una distinzione sostanziale tra “tipico” e “identitario”. Se la tipicità può essere replicata e standardizzata, l’identità coincide invece con il Genius Loci: quel legame irripetibile tra uomo, storia e ambiente che rende un territorio unico e non riproducibile altrove. Un patrimonio delicato che, separato dal contesto che lo ha generato, rischia inevitabilmente di perdere autenticità e significato.
Ed è proprio in questo scenario che la gastronomia assume un significato nuovo. Non più soltanto esperienza di consumo o prodotto commerciale, ma linguaggio culturale, archivio vivente e racconto antropologico di una comunità. A Pantelleria il cibo torna così ad essere gesto agricolo, memoria condivisa e testimonianza identitaria.
La manifestazione è stata articolata in diversi momenti: dalle 11.30 alle 14 spazio al “Percorso del Gusto”, agli show cooking e al “Brunch del Territorio”; nel pomeriggio si svolgerà invece l’Audizione Pubblica, seguita dalla cena-evento “L’Anima del Gusto”.
Nel corso della giornata verrà inoltre inaugurata la “Banca del Genius Loci”, un archivio dinamico pensato per raccogliere e custodire gli elementi identitari della comunità pantesca.
Non un semplice spazio documentale, ma uno strumento operativo dedicato alla tutela concreta dei custodi del territorio: agricoltori, produttori, artigiani e narratori delle tradizioni locali.
A questo anche un Atlante Locale del Cibo, concepito per restituire al patrimonio agricolo ed enogastronomico il suo valore di patrimonio culturale immateriale, sottraendolo alle logiche della mera riproduzione commerciale. Un’impostazione che richiama la visione originaria della Denominazione Comunale immaginata da Luigi Veronelli e reinterpretata oggi in chiave contemporanea attraverso il modello dei Borghi Genius Loci.
Pantelleria, del resto, rappresenta uno dei più straordinari laboratori identitari del Mediterraneo. Fenici, Cartaginesi, Romani, Arabi e Normanni hanno lasciato sull’isola tracce profonde, ancora leggibili nelle pratiche agricole e nell’architettura rurale. La vite ad alberello, i dammusi, il giardino pantesco e i sistemi tradizionali di raccolta dell’acqua non sono semplici elementi estetici, ma il risultato di un dialogo millenario tra uomo e paesaggio.











