Ogni anno AIS, l’Associazione Italiana Sommelier, organizza una giornata ricca di eventi e pensata per raccontare il mondo del vino in modo diverso. Durante Open AIS, infatti, non si apprezza il vino solo attraverso il suo calice, ma viene lasciato ampio spazio a tutte quelle persone che lo vivono.
Come i sommelier, che hanno fatto della loro passione una vera professione. Buon vino, location suggestiva… cosa chiedere di più? Sicuramente è questo quanto pensato dai numerosi partecipanti – e anche da noi – al nuovo e ricercato evento firmato AIS, conferma ormai sul territorio per tutti gli appassionati, e non solo, del vino. La giornata, sublimata da una temperatura mite, si è tenuta da Radicepura, Giarre, un luogo che vibra sospeso tra natura e visione, tra l’Etna ancora innevata e il Mar Ionio che funge da cornice, tutto perfetto per un mix di storie, profumi e dialoghi.
Le delegazioni AIS Catania e AIS Jonico-Etnea, guidate rispettivamente da Maria Grazia Barbagallo e Paolo Pennisi, hanno dato il via a questa giornata dedicata alle eccellenze vinicole del nostro territorio. Open AIS, la giornata del sommelier mantiene anche nella sua terza edizione l’obiettivo principale, ossia quello di creare un ponte tra chi vive già il mondo AIS e chi invece desidera avvicinarsi per la prima volta alla cultura del vino. Non è una degustazione, ma molto di più.
Masterclass e degustazioni: la formazione protagonista di Open AIS
Dalle 15.30 alle 20.30 soci, appassionati e curiosi ivi presenti per scambiare opinioni, arricchire le proprie conoscenze ed ampliare il proprio sapere in materia sorseggiando un buon calice di vino. I banchi d’assaggio, infatti, hanno animato il pomeriggio: sessanta le aziende vitivinicole provenienti da tutta la Sicilia in loco per raccontare il proprio territorio attraverso le etichette e, soprattutto, attraverso la voce dei produttori.
Immancabile la formazione: due masterclass, infatti, hanno dato notevole impulso all’evento, offrendo chiavi di lettura contemporanee e stimolanti, spunti per imparare a gustare in modo nuovo il vino tra profumi, aromi e note frizzanti che solleticano il palato. Precisamente, durante il primo incontro dal titolo“Oltre la limpidezza: macerati ed ancestrali. Tecniche ed evoluzione”, dedicato ai macerati si è esplorato il confine tra tradizione antica e sensibilità moderna; ottima occasione per parlare di bucce e di tutte quelle scelte produttive capaci di trasformare il colore in identità. Nel secondo appuntamento, “Dalla vigna al calice: il viaggio della Barbera firmata Gozzellino”, una degustazione che ha funto da esplorazione sensoriale: un momento formativo ma anche ludico tra professionisti e neofiti.
Giornate come queste dimostrano come Open AIS non sia soltanto una manifestazione, ma un’occasione per ritrovarsi in una passione condivisa.











