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I Sapori dell’Etna 2026: ad Acireale tre giorni tra cultura gastronomica, giovani talenti e sviluppo territo

2026-02-21 06:00

Redazione

Focus, eventi,

I Sapori dell’Etna 2026: ad Acireale tre giorni tra cultura gastronomica, giovani talenti e sviluppo territoriale

Cornice dell’evento è stata la Sala Pinella Musmeci, che ha ospitato la seconda edizione del Concorso di cucina e pasticceria

Si è conclusa con esito positivo la prima fase della seconda edizione de “I Sapori dell’Etna”, svoltasi ad Acireale il 13 e 16 febbraio, confermando il ruolo dell’iniziativa come piattaforma operativa capace di mettere in rete competenze, istituzioni e filiere produttive per rafforzare identità territoriale e sviluppo sostenibile.

 

Promosso dall’Associazione Culturale Terramadre, in collaborazione con APCI – Associazione Professionale Cuochi Italiani Regione Sicilia e la Fondazione del Carnevale di Acireale, il progetto si consolida come un format maturo e inclusivo, capace di coinvolgere professionisti, scuole, istituzioni e comunità locali.

 

Il concorso “II Trofeo Re Burlone”: protagonisti i giovani

Cornice dell’evento è stata la Sala Pinella Musmeci, che ha ospitato la seconda edizione del Concorso di cucina e pasticceria – II Trofeo Re Burlone, una gara appassionata dedicata agli istituti alberghieri.

A trionfare sono stati:

 

Rosario Calandrino, Istituto Alberghiero “G. Falcone” di Giarre

Nicole Paparo, Istituto “E. Medi” di Randazzo, la più giovane partecipante

Il Trofeo Re Burlone è stato assegnato all’Istituto “E. Medi” di Randazzo.

Tutti i partecipanti si sono distinti per la capacità di interpretare il tema, realizzando piatti dolci e salati ispirati ai Carnevali d’Italia e riletti in chiave contemporanea, con l’inserimento identitario del territorio etneo.

 

Classifica finale

Oro

Nicole Paparo – 95

Rosario Calandrino – 95

Argento

Alessio Caruso – 89

Diana Tizzone – 89

Desirè Sciacca – 80

Bronzo

Marianna Imbrogio Ponaro – 78

Roberta Solarino – 78

Giorgia Zito – 76

 

Un valore aggiunto per il Carnevale di Acireale

“I Sapori dell’Etna ha rappresentato un tassello importante all’interno del programma del Carnevale, arricchendo l’offerta con un momento dedicato alla valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche del nostro territorio”, ha dichiarato Giuseppe Sardo, presidente della Fondazione Carnevale di Acireale. “La partecipazione registrata e il riscontro positivo del pubblico confermano la validità di un format che mette in rete produttori locali e manifestazione, rafforzando il legame tra evento e promozione territoriale. Iniziative come questa ampliano l’attrattività del Carnevale, offrendo un’esperienza culturale ed enogastronomica completa.”

 

Gastronomia, formazione e futuro dei territori

Il progetto si sviluppa attraverso un percorso integrato che comprende esperienze gastronomiche collettive, formazione tecnico-professionale, attività educative per bambini e un workshop istituzionale e scientifico.

 

“Raccontare Acireale attraverso tradizione, Carnevale e cultura del cibo significa investire in un modello di crescita che parte dalle radici per generare futuro”, ha affermato il sindaco Roberto Barbagallo. “I Sapori dell’Etna dimostra come la collaborazione tra istituzioni, scuole, associazioni e filiere produttive possa tradursi in opportunità reali per i giovani e in uno sviluppo sostenibile del territorio.”

 

Villa Belvedere: spazio ai bambini e al workshop UNESCO

Il 16 febbraio, alla Villa Belvedere, la manifestazione ha dedicato spazio ai più piccoli con un laboratorio ludico-didattico volto ad avvicinarli ai saperi gastronomici.

Parallelamente si è svolto il workshop, cuore concettuale del progetto, dal titolo:
“Etna e Cucina Italiana Patrimoni UNESCO: nuove prospettive per i giovani e i territori”, un momento di confronto su come il riconoscimento UNESCO possa orientare politiche pubbliche, sviluppo territoriale e nuove opportunità occupazionali.

 

Ad aprire i lavori, il sindaco Barbagallo e l’on. Nicola D’Agostino, che ha sottolineato:
“L’Etna e la Cucina Italiana non sono solo orgoglio del passato, ma strumenti del presente per generare il futuro. Le eccellenze, da sole, rischiano di rimanere isolate: distretti e associazioni sono fondamentali per dare voce e forza alle realtà locali. Fare sistema non è uno slogan, ma una necessità.”

 

Una piattaforma culturale che genera connessioni

A tracciare il bilancio dell’edizione è stata Liana De Luca, organizzatrice e curatrice de “I Sapori dell’Etna”:
“Abbiamo costruito tre giornate in cui tradizione, giovani, istituzioni e filiere produttive hanno dialogato concretamente. Non un evento fine a se stesso, ma una piattaforma culturale e strategica capace di generare connessioni reali tra gastronomia, formazione e governance territoriale.”

Il workshop ha messo in relazione istituzioni, Distretti del Cibo, scuole, università e operatori del settore, sottolineando il valore del patrimonio come responsabilità collettiva e opportunità per le nuove generazioni.

 

Distretti del cibo e nuove economie locali

Particolare rilievo ha avuto il contributo dei Distretti del Cibo.
“I patrimoni UNESCO non sono solo beni da tutelare, ma strumenti di governance culturale per orientare lo sviluppo dei territori”, ha dichiarato Mariagrazia Pavone, coordinatrice dell’Associazione Gusto di Campagna. “Con il Manifesto dell’Agricoltura delle Relazioni proponiamo un modello in cui agricoltura e turismo diventano un’unica infrastruttura di relazioni tra paesaggio, comunità e filiere.”

La sottoscrizione del Manifesto segna l’avvio di un percorso di cooperazione interistituzionale volto a generare nuove economie locali e opportunità per i giovani.

 

L’Etna come identità viva

L’Etna emerge come paesaggio culturale vivo, modellato dal lavoro agricolo, dalle produzioni di eccellenza e dalle relazioni tra comunità. La cucina italiana, patrimonio culturale immateriale, si conferma racconto identitario capace di trasformare la materia prima in memoria condivisa.

 

“I Sapori dell’Etna non si chiude qui – ha concluso De Luca – perché il nostro obiettivo non è organizzare un evento, ma costruire una rete stabile capace di generare futuro.”

Un messaggio che sintetizza il senso profondo della manifestazione: fare sistema per trasformare tradizione, cultura e gastronomia in leve strategiche di sviluppo sostenibile.

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